English

News

Legge di Stabilità 2017 casa: le agevolazioni per gli immobili della nuova Finanziaria.

Scritto da admin il 19 ott, 2016 in News | 0 commenti

Legge di Stabilità 2017 casa: le agevolazioni per gli immobili della nuova Finanziaria.
Il governo ha posto tra i pilastri della legge di Bilancio per il 2017, alla ricerca di un rilancio dell’economia e di quell’1% di crescita del Pil programmata nel documento di variazione al Def, gli interventi nell’edilizia, concentrando su di essa gran parte degli investimenti pubblici.

Innanzitutto, è stato confermato l’Ecobonus, con un orizzonte temporale che ora arriva fino al 2021, consentendo di programmare le manutenzioni delle case con tutta calma. La norma prevede la detrazione del 65% del costo, fino a 40.000 euro per appartamento. Per i condomini, la percentuale sale al 70% se gli interventi riguardano il “cappotto”, ovvero l’involucro dell’edificio e al 75% se viene comprovato con certificazione il miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva. Saranno anche previsti controlli a campione. La detrazione viene spalmata, come di consueto, su dieci anni.

Ha un’orizzonte di cinque anni per il recupero, invece, il “sismabonus”, che continuerà a partire dal 50%, ma potrà arrivare fino all’85% (per i condomini, all’80% per abitazioni singole) se gli interventi di miglioramento saranno tali da salire di 2 classi di rischio, secondo le linee guida che metterà  a punto il Ministero delle Infrastrutture. Se si sale di una classe, invece, si potrà recuperare il 75% della spesa (il 70 per abitazioni singole). Anche in questo caso l’agevolazione è “stabilizzata” fino al 2021, sia per i condomini sia per le abitazioni singole. Il tetto di spesa è di
96.000 euro per ciascun anno.

Il “sismabonus” è esteso anche alle seconde case e alle attività produttive che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 (ad alta pericolosità), ma anche nella zona 3. Tra le spese detraibili rientreranno anche quelle per la classificazione e verifica sismica. Sarà, inoltre, possibile cedere la detrazione sulle parti comuni dei condomini a soggetti terzi. La cifra complessiva prevista per finanziare gli interventi di adeguamento antisismico si aggirano su 1,5 miliardi di euro.

Confermati per il 2017 il bonus per le ristrutturazioni al 50% e quello per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (dentro le ristrutturazioni), sempre al 50 per cento. Per tutto l’anno prossimo resterà in vigore anche il “bonus mobili” per le giovani coppie (almeno uno dei due deve essere sotto i 35 anni).

Sul fronte dell’edilizia pubblica, inoltre, nella legge di Bilancio ci sono i progetti per la riqualificazione delle periferie. Sono in tutto 120 e valgono 2,1 miliardi (dei quali 1,6 arriveranno dal fondo sviluppo e coesione). E, ancora, sono confermati 7 miliardi in 7 anni per far fronte al dissesto idrogeologico.

Confedilizia ha accolto positivamente il capitolo bonus presente nella manovra, ma ha sottolineato il permanere di criticità sul fronte fiscale. Secondo il presidente Giorgio Spaziani Testa, sarebbe necessaria una riduzione della tassazione sugli immobili ad uso non abitativo (negozi e uffici), “che consentirebbe a un tempo di ridurre l’iniquità di un’imposizione che raggiunge l’80 per cento e di rianimare il commercio”. Le possibili misure individuate sono una cedolare secca sui redditi da locazione non abitativa, l’aumento al 25% (o, al minimo, il ripristino della misura del 15 per cento) della deduzione forfettaria Irpef per le spese, ridotta al 5 per cento con la legge Fornero, un limite di legge alle aliquote Imu-Tasi.

Inoltre vengono richieste misure per gli affitti a canone calmierato e, in particolare, stabilizzazione della cedolare del 10% e, anche in questo caso, limite di legge alle aliquote Imu-Tasi.

Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

Fonte: www.idealista.it/immobiliare/legge-di-stabilita-2017-casa-le-agevolazioni-per-gli-immobili-della-nuova-finanziaria

Ho appena venduto casa e non so che farne dei soldi: cinque possibilità di investimento dalla meno alla più rischiosa

Scritto da admin il 14 ott, 2016 in News | 0 commenti

Ho appena venduto casa e non so che farne dei soldi: cinque possibilità di investimento dalla meno alla più rischiosa

Cosa fare, nella prolungata epoca dei tassi sottozero, di un gruzzolo ottenuto magari vendendo un’abitazione? La caccia ai rendimenti si fa sempre più complicata anche se, per contro, i risparmi sotto il classico materasso non ne modificherebbe più di tanto il valore, dato che l’inflazione mostra ancora un valore annuo dello 0,1% (in Italia). Vediamo quali sono tutti gli investimenti possibili, da quello con minor rischio a quello maggiore rischio.

D’altra parte, la migliore opzione di investimento, al momento, è proprio non procurarselo quel gruzzolo, tenendosi l’immobile piuttosto che venderlo a prezzi che, secondo i dati della Camera di commercio, sono oggi pari a quelli di dieci anni fa. Ma ci sono circostanze che obbligano a procedere alla realizzazione (eredità condivise, per esempio) e a quel punto sorge ovviamente la domanda di come impiegare il denaro. Andando per gradi nella scala della “rischiosità” dell’impiego, a quello più basso si trova il debito pubblico.

1. Debito pubblico. I Bot non hanno certo l’appeal di un tempo, quando erano la forma di risparmio preferita dagli italiani. La differenza rispetto a un passato abbastanza recente è, in realtà, più percepita che reale. È vero che davanti ai titoli a breve termine appare il segno meno (il 28 settembre, per esempio, i Bot a sei mesi sono stati collocati con rendimento negativo per lo 0,257% e non è la prima volta), ma anche che, come si diceva più su, l’inflazione è praticamente azzerata e, quindi, il tasso reale non è diverso da quello nominale, a differenza di quanto avveniva sovente quando i rendimenti erano un po’ più alti, ma l’aumento dei prezzi lo era ben di più.

Ovviamente, ampliando l’orizzonte si fa più elevato anche il rendimento. I Btp a dieci anni collocati il 29 settembre rendono l’1,25 per cento. Quattro volte quasi lo 0,35% garantito dai titoli a cinque anni. Non siamo, comunque, di fronte a percentuali esaltanti, ma è davvero difficile vedersi offrire di più senza incrementare il coefficiente di rischio. O l’arco temporale dell’investimento. Ma vale la pena mettere i propri risparmi nel Btp con scadenza 2067, che ha fatto il suo esordio la scorsa settimana sul mercato? Il tasso nominale è del 2,80 per cento. Oggi un’enormità, ma tra qualche anno potrebbe essere ben poco. Certo, è un investimento di facile smobilizzo, ma se non si “anticipano” i rialzi dei tassi, uscendone per tempo, il prezzo di realizzo finirà per essere ben più basso di quello pagato.

2. È poi così sicuro mettere i soldi in un deposito bancario? Le vicende che hanno coinvolto, e tuttora coinvolgono, numerosi istituti italiani lasciano qualche dubbio in proposito, anche se finora non sono mai stati i semplici correntisti a essere coinvolti, ma i possessori di azioni e obbligazioni subordinate. La disciplina del bail in, però, non lascia del tutto sicuri. Certo, fino ai 100.000 euro c’è la garanzia del Fondo interbancario di tutela dei depositi, ma tra l’inizio della procedura e il risarcimento è destinata a passare una quantità di tempo nella quale nessuno sarebbe contento di tenere bloccati i propri risparmi contro la propria volontà.

I conti più tradizionali, inoltre, non offrono alcun tipo di rendimento, coi tassi al livello attuale. Per ottenere un ritorno occorre vincolare almeno per un periodo (dai 12 mesi fino ai 5 anni) i propri averi. Per chi ha dimestichezza con i conti on line c’è sempre qualche promozione da sfruttare per trarne il massimo. Anche perché, rispetto al passato, è mediamente più semplice aprire e chiudere conti, normalmente senza alcuna spesa.

3. L’investimento nel mattone. In un Paese a elevatissima percentuale di proprietari di case, il mattone è sempre stato bene rifugio per eccellenza e reinvestire in esso è un’ipotesi da prendere in seria considerazione. Sia se si pensa di voler mettere a reddito il nuovo acquisto, visto che i prezzi degli affitti sono scesi in proporzione assai meno di quelli d’acquisto, sia se si voglia semplicemente immobilizzare un capitale senza perdere valore. In questo secondo caso, ovviamente, conta l’orizzonte temporale dell’investimento. Se non si prevede la necessità di un repentino smobilizzo, ma si potrà attendere il momento più propizio, per acquistare può davvero essere un buon momento, anche se si dovesse integrare con un ulteriore esborso rispetto alla somma disponibile, vista l’economicità dei mutui.

Il mercato italiano è ora piuttosto vivace: l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate ha registrato un ulteriore rafforzamento delle compravendite, che prosegue la tendenza positiva iniziata nel 2015: tra aprile e giugno di quest’anno il numero degli scambi immobiliari è cresciuto del 21,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e del 17,3% rispetto al primo trimestre 2016. Ciò a fronte di prezzi che permangono bassi, dopo le discese degli ultimi trimestri. Molto variabile è, comunque, il ritorno dell’investimento. Secondo i dati di Osservatorio Immobiliare, il rendimento medio è del 5%, ma da città a città si registrano forti oscillazioni, dal 3,4% di Trento al 6,7% di Caserta. Le grandi città sono quelle nelle quali si registra il maggior rischio di insolvenza degli inquilini (in testa Napoli col 31%).

4. Investire in un fondo. Per arrivare a rendimenti in doppia cifra il livello di rischio va, inevitabilmente alzato, fino al livello al quale anche la probabilità di subire perdite è assai più elevata e l’entità di esse può essere altrettanto notevole. La classifica delle performance dei migliori fondi obbligazionari italiani del 2016 vede il migliore, basato su bond giapponesi, premiare con un +22,14% chi ha creduto in esso. È stato un anno positivo finora nel complesso, dato che col segno meno si registra al massimo un calo del 5,80 per cento.

Più ampia è la forbice per quanto concerne gli azionari, con i migliori (basati su quote societarie brasiliane) che mostrano una crescita non lontana dal 50%, mentre i peggiori calano di oltre il 30 per cento. Nel più prudente segmento dei bilanciati al massimo si è ottenuto un +6,83%, battuto nettamente in negativo dal -11,25 della performance più negativa.

5. Per i più inclini al rischio c’è, naturalmente, la scelta di investire in azioni. Una opzione per chi, quantomeno, è disposto a seguire con dedizione il proprio investimento giorno per giorno. Ancor di più in un periodo nel quale la volatilità alla quale si è assistito finora nel 2016 pare destinata a perdurare, di fronte a un quadro nel quale pesano la debole crescita europea, minacciata ulteriormente dalla procedura per la Brexit che dovrebbe iniziare, salvo ulteriori ritardi, nel marzo del 2017.

E, in particolare in Italia, le sfide che ancora attendono il comparto bancario. Già continuamente sotto i riflettori quest’anno, tanto da condurre (visto il suo peso sui listini milanesi) Piazza Affari a una underperformance che vale al momento, rispetto a un anno fa, il calo del Ftse Mib del 26,04 per cento. Mentre nello stesso periodo, per esempio, il Dax tedesco è salito di oltre il 3 per cento. Non a caso è proprio il comparto bancario ad aver offerto la performance peggiore (-53,01%), al quale fa da contraltare il +44,80% del settore health care. Proprio i bassissimi prezzi raggiunti dai titoli degli istituti di credito potrebbero, però, renderne in questo momento particolarmente appetibile l’acquisto.

 

Fonte: www.idealista.it/news/finanza/investimenti/2016/10/11/

 

Case sfitte agli sfollati delle zone colpite dal terremoto, la proposta

Scritto da admin il 31 ago, 2016 in News | 0 commenti

Case sfitte agli sfollati delle zone colpite dal terremoto, la proposta
Case sfitte agli sfollati delle zone colpite dal terremoto, la proposta

Nelle zone limitrofe (in un raggio di 20-30 km) all’epicentro del terremoto fra Terni, Rieti, Spoleto, Foligno San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno e Teramo c’è la disponibilità di circa 30mila case vuote che potrebbero essere messe a disposizione degli sfollati accorciando i disagi per le persone coinvolte, evitando la costruzione di tendopoli e spese connesse di Protezione Civile. A proporlo Solo Affitti, che nei giorni scorsi aveva diffuso uno studio sulle oltre 7 milioni di case sfitte in Italia.

Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti, ha detto: “Sentendo le tristi notizie sul terremoto ho pensato allo studio che abbiamo fatto di recente e che forse una soluzione immediata per allievare il disagio delle persone rimaste senza casa poteva essere quello di utilizzare questo patrimonio immobiliare subito disponibile, evitando ulteriori interventi di protezione civile. Certamente una parte di questi immobili non sarà utilizzabile per varie ragioni, ma i sindaci e la Protezione Civile, dopo aver pensato agli aiuti di prima necessità, hanno gli strumenti per fare un censimento rapido e chiedere ai proprietari di mettere a disposizione delle popolazioni terremotate gli edifici idonei”.

I comuni con la maggior disponibilità di case sfitte sono nell’ordine San Benedetto del Tronto (oltre 6.300) seguita da Spoleto e Rieti con circa 5.200. Ci sono poi Teramo e Foligno che si attestano sui 4.000 immobili sfitti. Terni, infine, ne conta quasi 1900.

 

Fonte: www.idealista.it/news/-case-sfitte-agli-sfollati-delle-zone-colpite-dal-terremoto-la-proposta

Terremoto, come mettere in sicurezza la casa

Scritto da admin il 31 ago, 2016 in News | 0 commenti

Terremoto, come mettere in sicurezza la casa
Su una costruzione esistente è possibile raggiungere, praticamente in tutti i casi, le stesse condizioni di sicurezza a fini antisismici di un fabbricato nuovo. Lo ha detto a idealista news il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, che ha illustrato anche i possibili interventi da effettuare.

Il terremoto che ha colpito il Centro Italia ha riportato alla ribalta il tema del rischio sismico nel nostro Paese e della messa in sicurezza delle abitazioni.

All’indomani dei tragici fatti è intervenuto, fra gli altri, anche il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), Armando Zambrano, il quale ha sottolineato la necessità di “un’intensa azione di verifica della sicurezza delle costruzioni”. Spiegando: “Questa è facilmente realizzabile, tanto più se si considera che noi in Italia abbiamo maturato la tradizione della conservazione. Università, professionisti e mondo scientifico hanno elaborato negli anni tutta una serie di tecniche che possono rendere tutti gli edifici sicuri. Non c’è fabbricato che non possa essere migliorato da un punto di vista sismico”.

Il presidente del Cni ha illustrato in che modo è possibile intervenire.

Costruzioni esistenti

Sottolineando che “oggi non c’è un obbligo di adeguamento”, Zambrano ha affermato che per le costruzioni esistenti “sarebbe auspicabile raggiungere le stesse condizioni di sicurezza a fini antisismici del fabbricato di nuova costruzione; un livello di sicurezza possibile praticamente in tutti i casi”. Qualche difficoltà potrebbe esserci per costruzioni di carattere storico/artistico particolare, ma dal punto di vista tecnico si può intervenire. Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri ha spiegato che “il panorama è vastissimo, ma un bravo progettista è in grado di poter valutare i diversi interventi”. Vediamo quali possono essere.

Sono innanzitutto necessarie analisi sul sottosuolo. Poi si interviene sul fabbricato. Se si tratta di un fabbricato in cemento armato, gli interventi normalmente possono essere di diverso tipo:

isolamento sismico, possibile intervenendo tra le fondazioni e la struttura, eliminando piccole parti di pilastri, che trasferiscono gli scarichi sulle fondazioni, e inserendo degli elementi che si chiamano “isolatori sismici”, i quali consentono con la loro flessibilità e duttilità di ammortizzare le scosse sismiche evitando che queste vengano trasferite alla struttura sovrastante. Questa operazione dà il massimo livello di sicurezza, anche se non sempre è percorribile, un po’ per i costi e un po’ perché dipende dal tipo di fondazione;

placcaggi con elementi metallici oppure fibre di carbonio nei punti più delicati, che sono di solito le giunzioni tra travi e pilastri;

interventi di risarcitura di lesioni oppure di protezione dei ferri ammalorati, perché – per esempio – si è distaccato il calcestruzzo.

Per le murature gli interventi possono essere più diversificati:

tiranti, che si possono mettere al di sotto del tetto per evitare che questo spinga sulle murature e possa farle crollare;

iniezioni di cemento per rinforzare la muratura, soprattutto se in pietra;

catene in grado di tenere solidali le strutture ed evitare che abbiano delle oscillazioni asincrone, che porterebbero a far crollare i solai, perché non avrebbero più gli appoggi;

incordolature dei solai, che consentano di rendere solidali i solai stessi con le strutture;

placcaggi sulle murature;

chiodature sulle murature.

Costruzioni nuove

Sul fronte delle nuove costruzioni, c’è una normativa estremamente dettagliata, che dà tutti gli elementi ai progettisti per elaborare una progettazione che sia antisismica.

Si parte dalle analisi sul sottosuolo, facendo in particolare una verifica della microzonazione sismica, così da avere non solo i dati generali, ma anche quelli specifici del suolo interessato.

Il progetto deve essere redatto da uno strutturista e poi depositato, a seconda della Regione in cui ci si trova, presso il Comune o presso gli uffici del Genio Civile regionale, che rilascia un’autorizzazione.

La costruzione deve essere seguita da un direttore dei lavori e da un collaudatore, che alla fine rilascia un certificato di collaudo, con il quale si ha la certezza che l’opera è rispondente alle previsioni normative e quindi è antisismica.

Autore: sgiudice 31 agosto 2016

——————————————————————————————————————————————————————

Da www.corriere.it/lavori-miglioramento-resistenza-antisismica

GLI INTERVENTI PER METTERE IN SICUREZZA L’ABITAZIONE

Come migliorare la resistenza
della propria casa

Il primo passo per aumentare la resistenza sismica di una casa è ovviamente la valutazione delle sue condizioni. Il progetto della casa, salvo modifiche e variazioni, fornisce già informazioni molto preziose sulla resistenza della casa ai sismi. Per fare indagini più approfondite sui materiali utilizzati e lo stato dei punti deboli (pilastri, giunzioni tra pareti, commissioni tra tetto e struttura) occorre prevedere piccole demolizioni. Per la valutazione, è bene rivolgersi a progettisti, direttori dei lavori e collaudatori che siano coscienziosi e preparati in materia. La legge infatti non dà indicazioni sulle specifiche competenze che devono avere le figure autorizzate a eseguire verifiche e progetti antisismici, ma richiede solo che siano ingegneri, architetti o geometri iscritti da almeno dieci anni ai rispettivi albi professionali. Per quanto riguarda i costi, infine, indicazioni di massima possono essere tratte nell’Ordinanza 3362/2004 con la quale è stato varato un programma di valutazione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio e infrastrutturale pubblico e di intervento di adeguamento sismico. Per quanto riguarda la valutazione di vulnerabilità i costi oscillano tra i 3 €/m3 per fabbricati di piccole dimensioni ai 0,50 €/m3 per fabbricati di grandi dimensioni. Per l’adeguamento sismico, il costo parametrico è stabilito nella misura massima di 150 €/m3, ma dipende dalla distanza tra la prestazione richiesta dal fabbricato nella zona sismica di riferimento e quella valutata nella fase di analisi dello stato attuale. Sono costi che vanno dal 50% fino al 70-80% del costo di costruzione, soglia rispetto alla quale evidentemente diviene certamente più conveniente la demolizione e la ricostruzione.

 

Tetto
Se il tetto spinge sulle pareti in modo da allontanarle è il caso di prevedere un intervento di adeguamento. In genere l’adozione di tecniche antisismiche è consigliata quando si rifà la copertura, perché non comporta un eccessivo aumento dei costi.

Solaio
Il collegamento tra solaio e pareti è il punto debole delle case in muratura. Esistono diverse tecniche di adeguamento antisismico (placcaggi con ferri, iniezioni di resine, installazione di tiranti) da valutare caso per caso.

Muratura
Il consolidamento delle pareti dipende dalla tecnica costruttiva utilizzata, dall’epoca dell’immobile e dalla eventuale presenza di vincoli estetici per edifici storici. Gli interventi possono arrivare a costare 500 euro al mq.

Struttura in cemento armato
Si può migliorare la resistenza di pilastri e travi rivestendoli con speciali camicie in materiali leggeri, acciaio o anche cemento armato. Oppure intervenire nell’intera struttura inserendo nuovi elementi (controventi in acciaio, dissipatori).

Pareti
Le pareti divisorie non vengono rinforzate, al limite rivestite con retine di contenimento che evitano il crollo. Le pareti portanti, invece, vanno controllate, specialmente in presenza di crepe, ed eventualmente consolidate.
(fonte, il Salvagente)

 

Immobile Mobile da privato a privato e l’uso esclusivo del web.

Scritto da admin il 16 giu, 2016 in News | 0 commenti

Noi dell’Immobile Mobile non solo abbiamo ideato la soluzione da privato a privato e la formula, per i proprietari, “soddisfatti o non pagati”, entrambi esclusivi in Italia, ma siamo unici anche per il fatto che l’acquirente e/o l’affittuario non pagano le provvigioni ricevendo, inoltre, molti servizi e vantaggi.
Come insegna l’articolo che segue, abbiamo deciso da subito il brand digitale utilizzando esclusivamente internet; anche per questo ci piace dire che attraverso la nostra iniziativa diamo un contributo eco sostenibile in quanto, per principio, non attacchiamo cartelli per le strade, sui muri e siamo a km zero. ;)
In più non pubblichiamo gli annunci su carta ma usiamo solo il web in maniera di rendere il nostro progetto di marketing l’unica “redemption”.
… vi pare poco? :)
Se l’idea Vi piace seguiteci anche su Facebook
=> oppure iscrivetevi nel nostro gruppo: www.facebook.com/groups/ImmobileMobile.DaPrivatoAPrivato

Leggi l’interessante articolo che segue ;)

“Chi vuole fare intermediazione immobiliare deve fare i conti con il digitale, da cui proviene la quota maggiore di mercato”

;

Il mercato del real estate sta vivendo la cosiddetta digital transformation, sta mutando il ruolo dell’agente immobiliare e stanno cambiando i canali attraverso i quali si acquisisce il cliente. Le quote di mercato maggiori ormai arrivano dal digitale. E’ un cambiamento inesorabile, con cui bisogna fare i conti. Ad affermarlo Jacopo Paoletti, marketing manager del Gruppo Toscano, intervistato da idealista news.

L’importanza della qualità del testo e dell’immagine

Paoletti ha spiegato che in questo contesto è molto importante curare la presenza online, così come si cura “il proprio vestito”. Il marketing manager del Gruppo Toscano ha sottolineato il fatto che la centralità dell’annuncio immobiliare online oggi è fondamentale. Bisogna dunque prestare attenzione all’utilizzo di foto appetibili, all’indicizzazione nei motori di ricerca, alla cura dei testi e degli aspetti Seo e Sem. La qualità del testo e dell’immagine è essenziale. E’ necessario cambiare il tipo di approccio: non fare più riferimento alla carta, ma alla nuova realtà che è l’online.

Il ruolo del mobile

Cambia il contatto con il cliente. Oggi c’è un canale nuovo, quello online per l’appunto. Chiaramente, in quest’ottica l’agente immobiliare deve saper e poter gestire questi contatti con un elevato livello qualitativo e con tempi decisamente inferiori rispetto al passato. Il digitale, dunque, rappresenta la realtà con la quale bisogna assolutamente confrontarsi e farlo nel modo migliore. Paoletti ha poi acceso i riflettori su un’ulteriore componente: il mobile, che cambia totalmente l’approccio del cliente alla ricerca dell’annuncio immobiliare e che diventerà sempre più centrale nel processo di ricerca della casa.

La componente “social media”

In questo quadro, i social media costituiscono ancora una parte marginale dell’acquisizione del cliente. Il marketing manager del Gruppo Toscano ha spiegato che attualmente in Italia non c’è un canale social di riferimento per il mercato immobiliare, ma la tendenza è quella di utilizzare anche questi strumenti per acquisire nuovi clienti, un po’ come è accaduto per altri settori distributivi, come ad esempio il retail o gli operatori telefonici. Tutto ciò, ovviamente, richiede una grande conoscenza degli strumenti digital e del modo di comunicare un annuncio immobiliare. Un modo totalmente nuovo e totalmente diverso rispetto al passato.

Fonte: www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2016/06/14/le-quote-di-mercato-maggiori-ormai-arrivano-dal-digitale

 

Casa, la maggior parte degli acquirenti passano dal web.

Scritto da admin il 28 mag, 2016 in News | 0 commenti

Casa, la maggior parte degli acquirenti passano dal web.

 

I portali di annunci immobiliari sono sempre più indispensabili per le strategie di marketing delle agenzie italiane. Con un totale acquirenti provenienti dai portali online stimato al 56% – la media europea si attesta al 68% – si va riducendo il ritardo rispetto agli altri Paesi europei, colmato negli ultimi anni anche grazie al mobile.

PDF icon indagine_agenzie_immobiliari_161.pdf

È quanto emerge dall’analisi di mercato condotta dall’ufficio studi di idealista su un campione rappresentativo di 700 operatori immobiliari su tutto il territorio nazionale. L’investimento medio in marketing delle agenzie italiane è pari all’ 8,2% del loro fatturato annuo, a fronte del 10% della Spagna e del 12% di U.K. e Germania. La percentuale destinata al web dalle agenzie italiane però è in linea con il resto d’Europa (82%) anche se inferiore a U.K. – dove il 10% delle agenzie lavora esclusivamente online – e alla Spagna, altra nazione dove la crisi ha ridefinito il panorama immobiliare, con molte nuove agenzie “native digitali”.

Con il web si diventa grandi.
Le agenzie che fanno più utili sono quelle che utilizzano al meglio la risorsa dei portali. Quelle che conoscono meglio come farli funzionare attraggono un maggior traffico ed effettuano più vendite, presentando il miglior ritorno sull’investimento. La conoscenza fa la differenza nella creazione di valore per le agenzie a parità (o quasi) d’investimento.

Secondo Luca Frassi, responsabile commerciale di idealista: “Nonostante i progressi mostrati dallo studio, il web non è ancora sfruttato nel pieno delle sue potenzialità dagli agenti italiani. I portali vengono visti prevalentemente come fonte di contatti (leads), così chi investe ne sfrutta solo in parte i benefici, per esempio solo una minima parte delle agenzie interpellate lavora attivamente sull’acquisizione e sulla creazione della brand reputation”.

Il risultato è che, in un contesto fortemente competitivo come quello italiano (20.259 censite dal portale idealista), gli operatori non sfruttano a dovere i portali per differenziarsi dalla concorrenza perdendo così opportunità di vendite e fatturato.

Il web è la chiave per l’acquisizione di nuovi clienti
Secondo lo studio 1 utente 3 richiede quale portale online verrà utilizzato per pubblicare il proprio immobile prima della stipula del contratto. Una tendenza destinata ad aumentare dal momento che in Europa è già pratica diffusa presentare ai propri clienti il piano di marketing al momento dell’acquisizione dell’immobile, in Italia questo avviene molto meno.

La leva nelle mani delle agenzie italiane rimane l’intramontabile classico: “ho un cliente interessato al suo immobile”. Non si evidenziano i valori del proprio brand (esperienza, tradizione, innovazione, etica, etc.), ovvero “cosa facciamo e come lo facciamo”, ancora poco o mai sfruttati a dovere nella fase di acquisizione.

Un ritardo culturale che persiste nonostante il consumatore sul web sia notevolmente cambiato e questa è un’area di miglioramento per l’agente immobiliare italiano, chiamato a misurarsi con le nuove sfide del mercato.

Fonte: http://www.idealista.it/news/immobiliare/blog-di-idealista/2016/05/26/119981-casa-il-56-degli-acquirenti-passa-dal-web

 

10 #Detrazioni sulla #casa che quasi nessuno conosce.

Scritto da admin il 6 mag, 2016 in News | 0 commenti

10 #Detrazioni sulla #casa che quasi nessuno conosce.

 

1. Disabili e tecnologia robotica

Una delle detrazioni meno note e più meritevoli, ci sentiamo di aggiungere, è quella applicabile ai lavori fatti per dotare gli immobili in cui vivono persone affette da disabilità fisica o motoria di tutte le tecnologie più avanzate atte a migliorare la loro qualità di vita, di mobilità e di comunicazione interne alla casa, giardino e pertinenze incluse.

2. Garage e posti auto

Se nel 2015 avete realizzato un garage, ma anche un’autorimessa o, all’interno del cortile condominiale, un semplice posto auto di pertinenza, sappiate che questa spesa è detraibile, in virtù dei bonus fiscali, di ben il 50%.

3. Arredi provenienti dall’estero

Fra i bonus fiscali di cui spesso si parla, il più recente è quello sui mobili. Molti pensano, però, che la detrazione legata a questo provvedimento sia applicabile unicamente agli arredi comprati in Italia. Errore, vale anche per quelli comprati in altri stati, a patto che siano corredati da tutti i documenti fiscali che dovrete allegare alla dichiarazione dei redditi.

4Professionisti…detraibili

Un lavoro pagato poco, ma fatto con minor perizia o uno fatto a regola d’arte, ma anche pagato come un’opera d’arte? A questo arduo quesito oggi si può rispondere con maggiore serenità dal momento che il bonus ristrutturazioni consente di detrarre, ancora una volta al 50%, anche le spese per le prestazioni professionali e l’acquisto dei materiali legati alla ristrutturazione. A questo proposito una curiosità. I costi, e le relative somme detraibili, variano notevolmente, a questo link potrete verificare dove sono più alti.

5. Grate, porte blindate e casseforti

Sentirsi sicuri a casa propria è la prima delle necessità di ciascuno di noi. Mettere mano ai sistemi anti intrusione oggi conviene. Si possono scaricare, ancora una volta grazie ai bonus, le spese sostenute, ad esempio, per porte blindate, grate, casseforti a muro e vetri anti sfondamento.

6. Sicurezza antisismica e detrazioni.

Purtroppo la storia recente del nostro Paese racconta di terremoti che hanno letteralmente devastato e messo in ginocchio aree molto ampie dell’Italia. Buona parte dei danni arriva anche dal fatto che gli immobili fossero vecchi o non costruiti con corretti sistemi antisismici. In virtù di questo riveste una particolare importanza la detrazione fiscale che, nella prossima dichiarazione dei redditi, potranno inserire tutti i contribuenti che hanno dotato le proprie case di migliorie atte a prevenire i danni dei terremoti. Piccola postilla, le detrazioni, che arrivano al 65%, sono possibili solo per le prime case e a patto che si trovino in aree riconosciute come a rischio sismico.

7. Palazzi e dimore storiche

Vivere in un immobile storico o di valore artistico è un’esperienza fantastica, ma se serve svolgere anche un piccolo lavoro edile può diventare un incubo. Ecco quindi che assume una luce di ottima notizia quella in base a cui, se si decide di procedere a lavori di adeguamento di queste case così particolari, si può godere di importanti detrazioni a patto, ovviamente, di mantenerne intatti pregio e valore storico artistico.

8. Nuovi lavori, nuovo bonus

Il bonus fiscale, qualunque esso sia, può essere usato più di una volta purché i lavori cui si riferisce la seconda richiesta siano differenti da quelli per cui è stata presentata la prima. Se avete nuovamente invaso la casa con cemento e mattoni non mettetevi problemi, quindi, a richiedere le detrazioni cui avete diritto. Attenti, però, ad avere in mano tutti i documenti in grado di comprovare la differenza fra i due interventi eseguiti.

9. I bonus si possono sommare

Il discorso fatto in precedenza per la ripetibilità dello stesso bonus vale, a maggior ragione, per le detrazioni derivanti da bonus diverso. Se ne avete titolo potete tranquillamente godere dei vantaggi fiscali derivanti dall’ecobonus, da quello per le ristrutturazioni e, ancora, da quello legato ai mobili.

10. Lampade e materassi sì, porte e tende no.

Anche il bonus per l’acquisto dei mobili ha regole molto precise, non solo per quello che riguarda le caratteristiche del richiedente, ma anche per ciò che concerne il tipo di arredi per cui è o non è possibile ottenere l’agevolazione. Se, ad esempio, rientrano nell’elenco delle detraibilità le spese sostenute per comprare materassi, lampade o comodini, non potranno essere inseriti nel 730 i giustificativi legati all’acquisto di porte e tende.

Fonte : news.immobiliare.it/10-detrazioni-sulla-casa-che-forse-non-conoscete

Agevolazioni prima casa, cedolare secca, leasing abitativo, bonus mobili e risparmio energetico: I chiarimenti dell’agenzia delle Entrate

Scritto da admin il 15 apr, 2016 in News | 0 commenti

Agevolazioni prima casa, cedolare secca, leasing abitativo, bonus mobili e risparmio energetico: I chiarimenti dell’agenzia delle Entrate

Con la circolare 12/E pubblicata l’8 aprile 2016, l’Agenzia delle Entrate ha raccolto alcuni chiarimenti forniti alla stampa specializzata in occasione degli eventi “Videoforum” e “Telefisco”. Tra i temi affrontati quelli relativi alle agevolazioni prima casa, alla cedolare secca, al leasing abitativo e al bonus mobili e risparmio energetico. Vediamo quanto è stato evidenziato.

Agevolazioni prima casa

In materia di “prima casa” la Circolare chiarisce che il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa spetta al contribuente anche nell’ipotesi in cui proceda all’acquisto della nuova abitazione prima d’aver venduto l’immobile preposseduto. La ratio della riforma, infatti, è di agevolare la sostituzione della “prima casa” rendendo più flessibili i tempi previsti per la dismissione dell’immobile preposseduto.

La circolare spiega poi che le novità inserite nel corpo delle disciplina “prima casa”, nell’ambito della Nota II-bis citata, si applicano anche nell’ipotesi in cui il nuovo acquisto sia imponibile ad Iva. Il punto 21) della Tab.A, parte II, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972, ai fini dell’applicabilità dell’aliquota Iva agevolata al 4 per cento, fa espresso rinvio, infatti, alla ricorrenza delle condizioni di cui alla nota II-bis) all’art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con D.P.R.26 aprile 1986, n. 131. La modifica delle condizioni stabilite dalla Nota II-bis  esplica, quindi effetti anche ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata Iva del 4 per cento.

Viene poi sottolineato che l’acquisto del nuovo immobile in regime agevolato, con l’impegno a rivendere quello preposseduto, può essere effettuato anche a titolo gratuito. La disciplina agevolativa riservata alla prima casa di abitazione trova, infatti, applicazione, in via generale, anche con riferimento agli atti a titolo gratuito, in virtù di quanto disposto dall’art. 69, commi 3 e 4, della legge 21 novembre 2000, n. 342. Talidisposizioni rinviano, infatti, alla ricorrenza delle condizioni di cui alla nota II-bis) all’art. 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131. La modifica delle condizioni stabilite dalla Nota II-bis esplica, quindi effetti anche ai fini dell’applicazione  delle  agevolazioni “prima  casa” in sede di successione o donazione. Resta inteso che, nell’atto di donazione  o nella dichiarazione di successione con cui si acquista il nuovo immobile in regime agevolato, dovrà risultare l’impegno a vendere entro l’anno l’immobile preposseduto.

Per quanto riguarda i tempi, la nuova disciplina recata dall’art.1, comma 55, della legge di Stabilità 2016 trova applicazione  in relazione agli atti di acquisto di immobili posti in essere a decorrere dal 1° gennaio 2016, data di entrata in vigore della legge di Stabilità. Per gli atti conclusi prima di tale data non può, dunque, essere richiesto il rimborso delle eventuali maggiori imposte versate rispetto a quelle che sarebbero state dovute in applicazione delle nuove  disposizioni né può essere  riconosciuto un credito d’imposta.

Cedolare secca

Sul fronte della cedolare secca, la circolare evidenzia che l’art.9 del d.l. 28 marzo 2014, n. 47 prevede, al comma 1, che “Per il quadriennio 2014-2017, l’aliquota prevista all’art.3, comma 2, quarto periodo, del d.l. 14 marzo 2011, n. 23, come modificato dall’art.4 del d.l. 31 agosto 2013, n. 102 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, è ridotta al 10 per cento”.

La predetta disposizione  stabilisce, quindi, una riduzione dal 15 al 10 per cento dell’aliquota della “cedolare  secca” applicabile, ai sensi dell’art.3, comma 2, quarto periodo, del D.lgs. n. 23 del 2011, per i contratti a canone concordato (o concertato), stipulati sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini di cui all’art.2, comma 3, della L. n. 431 del 1998 e all’art.8 della medesima legge, relativi ad abitazioni site nei comuni con carenze di disponibilità abitative e nei comuni ad alta tensione abitativa. Il comma 2-bis dell’art.9 (del d.l.n. 47  del 2014) estende l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10 per cento anche “ai contratti di locazione stipulati nei comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi degli eventi calamitosi di cui all’art. 2, comma 1, lett. c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225”.

Qualora nei comuni per i quali sia stato deliberato lo stato di emergenza non siano mai stati definiti accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori per la determinazione del canone, è possibile  fare riferimento, ai fini dell’applicazione dell’aliquota ridotta del 10 per cento della  cedolare secca, all’Accordo vigente nel comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale, anche situato in altra regione, secondo i principi stabiliti dall’art.1, comma 2 del decreto Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, emanato  di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze,  del 14 luglio 2004.

Leasing abitativo

L’art.1 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR, come modificato dall’art.1, comma 83, della legge di Stabilità 2016 prevede l’applicazione dell’imposta di registro nella misura dell’1,5 per cento per i trasferimenti effettuati nei confronti di banche e intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario aventi per oggetto case di abitazione, di categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, acquisite in locazione finanziaria da utilizzatori per i quali ricorrono le condizioni di cui alla nota II-bis e II-sexies.

L’aliquota dell’1,5 per cento dell’imposta di registro trova applicazione all’atto di trasferimento dell’immobile a favore della società di leasing in presenza delle condizioni stabilite dalla Nota II-bis che devono essere sussistere in capo all’utilizzatore e, dunque a prescindere dalla circostanza che tale soggetto destini l’immobile oggetto del contratto di locazione finanziaria a propria abitazione principale.

Ai fini dell’applicazione delle agevolazioni “prima casa”, devono ricorrere le condizioni previste dalla nota II bis all’art.1  della  Tariffa,  parte prima, allegata al TUR. Tale disposizione stabilisce che le agevolazioni spettano a condizione che:

a) l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la  propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto;

b) nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare;

c) nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni “prima casa”.

La richiamata disciplina è stata integrata dall’art.1, comma 83, della legge di Stabilità 2016, che alla lettera b) n. 2), ha previsto l’inserimento nell’art.1 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR, della nota II–sexies.  Tale  disposizione stabilisce che “nell’applicazione della nota II-bis ai trasferimenti effettuati nei confronti di banche e intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, si considera, in luogo dell’acquirente, l’utilizzatore e, in luogo dell’atto di acquisto, il contratto di locazione finanziaria.

Dall’esame delle richiamate disposizioni, emerge, dunque che le condizioni per applicare le agevolazioni “prima casa” all’atto di trasferimento dell’immobile devono ricorrere in capo all’utilizzatore e che tale soggetto sarà tenuto ad effettuare le dichiarazioni relative al possesso dei requisiti previsti dalla nota II bis.

Tali dichiarazioni potranno essere rese dall’utilizzatore sia nell’atto di acquisto dell’immobile da parte della società di leasing, intervenendo volontariamente all’atto, sia nel contratto di locazione finanziaria dell’immobile. In tale ultima ipotesi, tuttavia, è necessario, ai fini dell’applicazione delle agevolazioni “prima casa” che il contratto di locazione finanziaria venga prodotto per la registrazione unitamente all’atto di trasferimento dell’immobile.

Bonus mobili e risparmio energetico

Con circolare n. 11 del 2014 (punto 5.6) è stato rappresentato che, per l’anno 2014, era possibile fruire del “bonus  mobili” da parte dei contribuenti che avessero sostenuto, a decorrere dal 26 giugno 2012, spese per gli interventi edilizi indicati con la circolare n. 29/E del 2013. Considerato che la disposizione agevolativa, originariamente prevista per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2015, è stata ulteriormente prorogata, spostando il predetto  termine al 31 dicembre 2016, si ritiene che possano considerarsi agevolate anche le spese sostenute entro l’anno 2016, correlate a interventi di recupero del patrimonio edilizio, a decorrere dal 26 giugno 2012, fermo restando il rispetto del limite massimo di spesa agevolabile di 10mila euro (cfr circ. n. 11 del 2014 par. 5.7).

 

Fonte: www.idealista.it/news/2016/agevolazioni-prima-casa-cedolare-secca-leasing-abitativo-bonus-mobili-e-risparmio

Perché siamo tanto ottimisti nell’acquistare appartamenti o nell’avviare attività … perché è un bene

Scritto da admin il 23 mar, 2016 in News | 0 commenti

Perché siamo tanto ottimisti nell’acquistare appartamenti o nell’avviare attività … perché è un bene
Perché siamo tanto ottimisti nell’acquistare appartamenti o nell’avviare attività... e perché è un bene

Gli ottimisti dominano il mondo.
Gli imprenditori ottimisti che guidano l’economia, i politici ottimisti che vogliono ottenere molto e naturalmente noi, che quando siamo ottimisti non possiamo essere fermati.

Perché è un bene? Immaginiamo questa situazione. Siamo alla ricerca con il partner di un appartamento per dare vita a una famiglia e ci imbattiamo nella casa dei nostri sogni. Facciamo quindi i conti: calcoliamo gli stipendi di ognuno, ipotizziamo in che modo possa cambiare la situazione da qui ai prossimi venti anni, valutiamo le varie spese e prendiamo la decisione. “Lo compriamo”. Chiediamo un mutuo e ci imbarchiamo nella più grande spesa della vita.

Un momento. E se lo rifiutano a uno dei due? E se lo rifiutano a entrambi? Se i pagamenti vengono sospesi? Se aumenta il valore dell’Euribor? Perché siamo tanto ottimisti? Secondo gli psicologi dell’età evolutiva, c’è una spiegazione all’irrefrenabile ottimismo che pervade gli esseri umani: per la società in generale, è meglio essere ottimisti che pessimisti.

Immaginiamo questa scena 50.000 anni fa: un inverno durissimo, un’era glaciale che non finiva mai (l’ultima è terminata 12.000 anni fa), l’attacco di un virus che ha colpito intere tribù, vedere i propri figli morire per malattie sconosciute, vedere le donne morire di parto, avere fame, spostarsi da un luogo all’altro a piedi, invecchiare a 50 anni, subire inondazioni, affrontare guerre.

Chiunque avrebbe potuto essere pessimista e dire “mi ritiro nella caverna e mi lascio morire, questo mondo è un disastro”. Ma, come spiegato dal fisico e scrittore statunitense Leonard Mlodinow, nonostante tutti questi ostacoli apparentemente insormontabili, la natura ci ha fornito i mezzi per avere un atteggiamento ottimistico forse poco realista, ma di grande aiuto.

Nelle circostanze avverse, ciò che ha sempre aiutato l’essere umano è l’ottimismo, non il pessimismo. A volte si tratta di un ottimismo irrazionale, ma non era quello di cui parlava Steve Jobs? Nel suo libro “Subliminal, come il tuo inconscio governa il tuo comportamento”, Mlodinow ha spiegato: “Quando affrontiamo la vita, l’ottimismo poco realista può essere l’ancora di salvezza che ci mantiene a galla”. Secondo gli evoluzionisti questa caratteristica è stata regolata, perché le tribù più ottimistiche o che hanno sviluppato un ottimismo irrazionale sono quelle che sono sopravvissute.

Anche oggi, nel bel mezzo della crisi, cerchiamo sempre di essere ottimisti e quando dobbiamo prendere decisioni economiche, come acquistare una casa o investire in Borsa, vediamo il futuro con ottimismo. Naturalmente, a volte sbagliamo. E perché? Perché mentiamo a noi stessi. Questo è ciò che fa un ottimista: mentirsi. A tal proposito, secondo Mlodinow “il nostro inconscio ci dà il meglio quando ci aiuta a creare un sentimento positivo e amabile del nostro io, una percezione di potere e controllo in un mondo pieno di situazioni più grandi di quelle che può affrontare un essere umano”.

Sul posto di lavoro amiamo gli ottimisti che ci tirano su il morale quando siamo giù: “Forza ragazzi, possiamo farcela”. Mlodinow ha spiegato: “Chi sta bene con se stesso si mostra più disposto a collaborare nelle negoziazioni, a trovare una soluzione costruttiva. Gli ottimisti riescono anche meglio a risolvere i problemi, sono più motivati e perseveranti nelle sfide”.

Gli allenatori sportivi e i neurologi sanno che quando il corpo umano è soddisfatto e appagato rilascia dopamina, mentre quando si deprime produce cortisolo, che inibisce e induce in errore. L’ottimismo aiuta a superare i problemi. Negli Stati Uniti c’è un detto: “Fingi fino a quando non è verità”. Gli psicologici definiscono questa attitudine “campo di distorsione della realtà” e consiste nel convincere se stessi e gli altri che si può ottenere ciò che si desidera.

La maggior parte dei successi provengono da persone che, in misura maggiore o minore, hanno creduto in loro stesse, nel loro progetto e nelle loro decisioni. Mlodinow ha aggiunto: “E’ molto probabile che i più grandi successi dipendano dal grado di ottimismo della persona”.

Ricordate quando Steve Jobs ha detto ai suoi dipendenti che dovevano realizzare un cellulare rivoluzionario? Tutti hanno risposto: “Steve, è impossibile, produciamo computer”. E Jobs ha replicato: “Daremo vita al miglior cellulare del mondo”. Che ottimista! Hanno pensato alcuni ingegneri.

Scritto da Carlos Salas (collaboratore di idealista news)

Vedi fonte: www.idealista.it/2016/03/23/perche-siamo-tanto-ottimisti-nellacquistare-appartamenti

Bonus mobili 2016, la guida aggiornata a marzo dell’Agenzia delle Entrate (scarica pdf)

Scritto da admin il 23 mar, 2016 in News | 0 commenti

Bonus mobili 2016, la guida aggiornata a marzo dell’Agenzia delle Entrate (scarica pdf)

E’ stata pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate la guida aggiornata a marzo 2016 sul bonus mobili.

Il documento fornisce tutte le indicazioni per usufruire delle detrazioni del 50% per gli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici in classe A e A+. Rispetto alla versione precedente contiene anche le risposte ai quesiti più frequenti.

Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L’acquisto deve essere effettuato nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2016

Per avere l’agevolazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità
immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

Occorre, inoltre, che le spese per questi interventi di recupero edilizio siano sostenute a partire dal 26 giugno 2012.

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.

=> Scarica pdf <=

Fonte: www.idealista.it/news/finanza-personale/fisco/2016/03/23/bonus-mobili-2016-la-guida-aggiornata-dellagenzia-delle-entrate