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Terremoto, come mettere in sicurezza la casa

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Su una costruzione esistente è possibile raggiungere, praticamente in tutti i casi, le stesse condizioni di sicurezza a fini antisismici di un fabbricato nuovo. Lo ha detto a idealista news il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, che ha illustrato anche i possibili interventi da effettuare.

Il terremoto che ha colpito il Centro Italia ha riportato alla ribalta il tema del rischio sismico nel nostro Paese e della messa in sicurezza delle abitazioni.

All’indomani dei tragici fatti è intervenuto, fra gli altri, anche il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), Armando Zambrano, il quale ha sottolineato la necessità di “un’intensa azione di verifica della sicurezza delle costruzioni”. Spiegando: “Questa è facilmente realizzabile, tanto più se si considera che noi in Italia abbiamo maturato la tradizione della conservazione. Università, professionisti e mondo scientifico hanno elaborato negli anni tutta una serie di tecniche che possono rendere tutti gli edifici sicuri. Non c’è fabbricato che non possa essere migliorato da un punto di vista sismico”.

Il presidente del Cni ha illustrato in che modo è possibile intervenire.

Costruzioni esistenti

Sottolineando che “oggi non c’è un obbligo di adeguamento”, Zambrano ha affermato che per le costruzioni esistenti “sarebbe auspicabile raggiungere le stesse condizioni di sicurezza a fini antisismici del fabbricato di nuova costruzione; un livello di sicurezza possibile praticamente in tutti i casi”. Qualche difficoltà potrebbe esserci per costruzioni di carattere storico/artistico particolare, ma dal punto di vista tecnico si può intervenire. Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri ha spiegato che “il panorama è vastissimo, ma un bravo progettista è in grado di poter valutare i diversi interventi”. Vediamo quali possono essere.

Sono innanzitutto necessarie analisi sul sottosuolo. Poi si interviene sul fabbricato. Se si tratta di un fabbricato in cemento armato, gli interventi normalmente possono essere di diverso tipo:

isolamento sismico, possibile intervenendo tra le fondazioni e la struttura, eliminando piccole parti di pilastri, che trasferiscono gli scarichi sulle fondazioni, e inserendo degli elementi che si chiamano “isolatori sismici”, i quali consentono con la loro flessibilità e duttilità di ammortizzare le scosse sismiche evitando che queste vengano trasferite alla struttura sovrastante. Questa operazione dà il massimo livello di sicurezza, anche se non sempre è percorribile, un po’ per i costi e un po’ perché dipende dal tipo di fondazione;

placcaggi con elementi metallici oppure fibre di carbonio nei punti più delicati, che sono di solito le giunzioni tra travi e pilastri;

interventi di risarcitura di lesioni oppure di protezione dei ferri ammalorati, perché – per esempio – si è distaccato il calcestruzzo.

Per le murature gli interventi possono essere più diversificati:

tiranti, che si possono mettere al di sotto del tetto per evitare che questo spinga sulle murature e possa farle crollare;

iniezioni di cemento per rinforzare la muratura, soprattutto se in pietra;

catene in grado di tenere solidali le strutture ed evitare che abbiano delle oscillazioni asincrone, che porterebbero a far crollare i solai, perché non avrebbero più gli appoggi;

incordolature dei solai, che consentano di rendere solidali i solai stessi con le strutture;

placcaggi sulle murature;

chiodature sulle murature.

Costruzioni nuove

Sul fronte delle nuove costruzioni, c’è una normativa estremamente dettagliata, che dà tutti gli elementi ai progettisti per elaborare una progettazione che sia antisismica.

Si parte dalle analisi sul sottosuolo, facendo in particolare una verifica della microzonazione sismica, così da avere non solo i dati generali, ma anche quelli specifici del suolo interessato.

Il progetto deve essere redatto da uno strutturista e poi depositato, a seconda della Regione in cui ci si trova, presso il Comune o presso gli uffici del Genio Civile regionale, che rilascia un’autorizzazione.

La costruzione deve essere seguita da un direttore dei lavori e da un collaudatore, che alla fine rilascia un certificato di collaudo, con il quale si ha la certezza che l’opera è rispondente alle previsioni normative e quindi è antisismica.

Autore: sgiudice 31 agosto 2016

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Da www.corriere.it/lavori-miglioramento-resistenza-antisismica

GLI INTERVENTI PER METTERE IN SICUREZZA L’ABITAZIONE

Come migliorare la resistenza
della propria casa

Il primo passo per aumentare la resistenza sismica di una casa è ovviamente la valutazione delle sue condizioni. Il progetto della casa, salvo modifiche e variazioni, fornisce già informazioni molto preziose sulla resistenza della casa ai sismi. Per fare indagini più approfondite sui materiali utilizzati e lo stato dei punti deboli (pilastri, giunzioni tra pareti, commissioni tra tetto e struttura) occorre prevedere piccole demolizioni. Per la valutazione, è bene rivolgersi a progettisti, direttori dei lavori e collaudatori che siano coscienziosi e preparati in materia. La legge infatti non dà indicazioni sulle specifiche competenze che devono avere le figure autorizzate a eseguire verifiche e progetti antisismici, ma richiede solo che siano ingegneri, architetti o geometri iscritti da almeno dieci anni ai rispettivi albi professionali. Per quanto riguarda i costi, infine, indicazioni di massima possono essere tratte nell’Ordinanza 3362/2004 con la quale è stato varato un programma di valutazione della vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio e infrastrutturale pubblico e di intervento di adeguamento sismico. Per quanto riguarda la valutazione di vulnerabilità i costi oscillano tra i 3 €/m3 per fabbricati di piccole dimensioni ai 0,50 €/m3 per fabbricati di grandi dimensioni. Per l’adeguamento sismico, il costo parametrico è stabilito nella misura massima di 150 €/m3, ma dipende dalla distanza tra la prestazione richiesta dal fabbricato nella zona sismica di riferimento e quella valutata nella fase di analisi dello stato attuale. Sono costi che vanno dal 50% fino al 70-80% del costo di costruzione, soglia rispetto alla quale evidentemente diviene certamente più conveniente la demolizione e la ricostruzione.

 

Tetto
Se il tetto spinge sulle pareti in modo da allontanarle è il caso di prevedere un intervento di adeguamento. In genere l’adozione di tecniche antisismiche è consigliata quando si rifà la copertura, perché non comporta un eccessivo aumento dei costi.

Solaio
Il collegamento tra solaio e pareti è il punto debole delle case in muratura. Esistono diverse tecniche di adeguamento antisismico (placcaggi con ferri, iniezioni di resine, installazione di tiranti) da valutare caso per caso.

Muratura
Il consolidamento delle pareti dipende dalla tecnica costruttiva utilizzata, dall’epoca dell’immobile e dalla eventuale presenza di vincoli estetici per edifici storici. Gli interventi possono arrivare a costare 500 euro al mq.

Struttura in cemento armato
Si può migliorare la resistenza di pilastri e travi rivestendoli con speciali camicie in materiali leggeri, acciaio o anche cemento armato. Oppure intervenire nell’intera struttura inserendo nuovi elementi (controventi in acciaio, dissipatori).

Pareti
Le pareti divisorie non vengono rinforzate, al limite rivestite con retine di contenimento che evitano il crollo. Le pareti portanti, invece, vanno controllate, specialmente in presenza di crepe, ed eventualmente consolidate.
(fonte, il Salvagente)